martedì 19 aprile 2011

Memoria, due sospettati dell'omicidio Arrigoni uccisi

Gaza, sospettati omicidio Vittorio Arrigoni uccisi durante un raid

Due dei principali sospettati per l'omicidio dell'attivista filo-palestinese Vittorio Arrigoni nella Striscia di Gaza sono stati uccisi oggi durante un raid compiuto dalle forze di sicurezza di Hamas, che hanno arrestato altri tre ricercati. Lo ha detto un ufficiale della sicurezza, aggiungendo che un altro uomo è rimasto ferito.
L'operazione è avvenuta nel campo profughi di Nuseirat, nel zona centrale della Striscia.

I ricercati, appartenenti a un gruppo di simpatizzanti di al Qaeda, erano nascosti in un edificio.

Vittorio Arrigoni, italiano di 36 anni, era stato trovato morto strangolato venerdì scorso in una casa abbandonata. Il giorno prima un gruppo salafita aveva annunciato di averlo rapito minacciando di ucciderlo se il proprio leader, arrestato da Hamas a marzo, non fosse stato liberato.

Arrigoni, attivista pacifista e blogger, viveva a Gaza dall'estate del 2008. Era arrivato a bordo di una nave con materiale umanitario. La sua uccisione ha dato il via a numerose manifestazioni a Gaza, l'enclave palestinese sotto il controllo del movimento fondamentalista Hamas. reuters

Inimitabile, nonno Martinez, ha superato ai punti 120 anni

Cuba, nonno Martinez e i suoi 120 anni (forse pure di più)

La sua lunga vita, una grande risata durata oltre un secolo. Lo si considera l’uomo più vecchio di Cuba. Sostiene di avere passato il traguardo dei 120 anni! Afferma di avere persino battuto il record stabilito da un signore giapponese vissuto a quanto pare 120 anni e 237 giorni. Si chiama Martinez Abogan e dice di essere nato il 19 giugno 1880 ad Haiti. Lasciò la terra natale nel 1925 alla volta di Cuba. L’anno e il mese e il giorno della nascita figurano sulla sua carta d’identità. Questo signore ha sempre lavorato molto, precisamente nelle coltivazioni di canna da zucchero. Quando gli hanno chiesto cosa amasse nella vita, ha risposto: “Le donne! Ne ho una qui ed una nella mia capanna!”. Quando vince un combattimento di galli, festeggia la vittoria con un bicchierino di rum ed un buon sigaro. È un gran bevitore di caffè. Un tempo allevava maiali liberi e coltivava verdura in un piccolo orto. Non si è mai sposato e non ha figli. Quando gli si chiede il segreto della sua longevità, parla della miseria che lo ha accompagnato per quasi tutta la vita, dell’alimentazione povera e della vita nella campagna, lontano dalla città e dallo stress; ma anche del suo carattere buono: “io vado d’accordo con tutti,non ho nemici e sono felice”. Inoltre, questo signore ha l’abitudine di curarsi con le piante: assenzio, limone, canna da zucchero, miele ed altri rimedi naturali. condensato da dietabellezzabenessere

Bari, dal pianeta delle carceri italiane

Bari, detenuti parlate, Carlo Saturno era uno dei tanti

Nelle carceri italiane si muore. Muoiono soprattutto i giovani che commettono dei reati. Carlo Saturno era uno dei tanti. Aveva 23 anni. In passato aveva subito il distacco di una retina a causa di un pugno preso in prigione.. E' stato trovato impiccato. "Trovato"... La "peggiore gioventù" italiana muore così: "trovata impiccata". Ogni anno muoiono nelle nostre carceri circa 180 persone. Per quanti errori possano fare i ragazzi come Carlo, la loro morte li riscatta. Ma chi riscatterà questo Stato che lascia morire i suoi giovani nelle carceri dove dovrebbe garantire la loro sicurezza?


Intervista a Fabio Sillan, cugino di Carlo Saturno,
Sono Fabio, cugino di Carlo Saturno, il detenuto che stando alle dichiarazioni si è impiccato in cella nel carcere di Bari dopo una colluttazione con delle guardie penitenziarie. È arrivato in rianimazione il giorno 30 marzo intorno alle ore 19,30 e lì è rimasto per 8 giorni, fino al 7 aprile quando è deceduto alle ore 13,15.

Carlo, una vita in carcere (espandi | comprimi)
Ora è tutto in mano alla Magistratura. Noi conosciamo i fatti dal momento in cui è stato ricoverato in rianimazione, all’autopsia, fino a che l’abbiamo vestito ed infine ne abbiamo celebrato il funerale.
Abbiamo depositato denunce contro ignoti. Adesso ci vogliono anche querelare, però noi abbiamo sporto denuncia per omicidio colposo e per induzione al suicidio. Sono denunce depositate dal Pubblico Ministero contro ignoti.Adesso la Magistratura dovrebbe fare il suo corso, credo.Vorrei fare un appello specialmente ai giovani detenuti. Non devono tenersi tutto dentro, se subiscono delle percosse, violenze anche psicologiche denuncino tutto alla Magistratura. Altrimenti si farà la fine di mio cugino che aveva solo 23 anni e adesso si trova in una bara al cimitero.
Carlo era un ragazzo molto forte, irruente. Non sapeva trattenersi, litigava con tutti. Ha litigato in qualsiasi carcere dal quale è passato: dal minorile di via Monteroni a Lecce, dove ha denunciato insieme a altri due detenuti nove guardie penitenziarie che l’avevano percosso fisicamente e seviziato; al carcere di Taranto, a quello di Nucera, a quello di Bari. Aveva sempre davanti il volto di una guardia penitenziaria che vedeva sempre come un nemico da quando, minorenne rinchiuso nel carcere minorile di Monteroni a Lecce, subì le violenze per le quali sporse denuncia. A seguito di queste denunce è stato avviato un processo rinviato a giugno dell’anno prossimo. Quando il processo andrà in prescrizione, ci rivolgeremo anche al CSM perché non vogliamo che vada in prescrizione.
Carlo era parte lesa con altri due detenuti, contro 9 guardie penitenziarie del carcere minorile. A partire da quell’anno, il carcere minorile venne chiuso apparentemente per restauro. Ci furono delle denunce, perquisizioni e il processo. Il 3 aprile Carlo avrebbe dovuto testimoniare contro queste guardie, ma lui era in rianimazione e non poteva fare nessun tipo di deposizione. Venne rinviata e lui dal 2005 in avanti, cambiando svariate carceri (Taranto, Nocera e Bari) aveva sempre questo terrore delle guardie. Vi si scagliava contro, anche facendo a botte. Il giorno prima che si impiccasse a Bari aveva mandato una guardia penitenziaria in ospedale, fratturandogli una mano e procurandogli 35 giorni di prognosi riservata. Poi non sappiamo più niente, abbiamo solo saputo che è stato trovato impiccato.



Bari, il carcere dei tentati suicidi (espandi | comprimi)
È stato impiccato 20 minuti, poi per 30 minuti è stato ricoverato nell’infermeria del carcere, quindi è stato portato in rianimazione chiamando il 118. Questa è la dichiarazione che ha reso il sindacato sul giornale. A noi però risulta che sia stato prelevato da dentro la cella impiccato e non dall’infermeria. Ci sono molti lati oscuri in questa vicenda. Adesso la Magistratura e gli avvocati faranno il loro lavoroo e aspetteremo questi 90 giorni per avere il referto medico dell’autopsia. È stato nominato il Dott. Introna come medico legale. Noi abbiamo nominato la Dott.sa Neri dell’Istituto di Medicina Legale di Foggia e un’altra dottoressa che è una psichiatra. Abbiamo inoltre nominato un tossicologo per vedere se gli avessero iniettato dei calmanti, sedativi o medicinali fuori dal comune.
Voglio che questa storia aiuti i tanti ragazzi che purtroppo subiscono questi pestaggi ad aprire gli occhi. Ci sono i pestaggi. C’è stato il caso Cucchi e stiamo vedendo ora il caso di mio cugino in Puglia. Nel carcere di Bari nel solo mese di marzo ci sono stati 5 tentati suicidi. Il presidente Vendola è intervenuto. È venuto personalmente all’ospedale in rianimazione e quindi speriamo che le istituzioni non ci lascino soli. Vorrei dire solo questo ai ragazzi: cercate di denunciare tutto, non abbiate paura di nessuno, perché loro si fanno forti nel gruppo, ma presi singolarmente non sono poi così forti.


Un occhio per il carcere (espandi | comprimi)
La colluttazione di Carlo è avvenuta perché la seconda Sezione doveva essere chiusa per restauro e dovevano spostarlo nella terza. Lui non voleva cambiare cella e ha litigato con una guardia che è finita in ospedale.
Nel carcere minorile subì un distaccamento della retina all’occhio sinistro per un pugno preso. Abbiamo il nome di chi l’ha colpito, ma non lo possiamo fare. Carlo non vedeva più, era completamente cieco dall’occhio sinistro. Beppe Grillo

Yotube, un fiume di film

Yotube, statistiche, lo sapevate che...

Google è sempre stata avara con le statistiche di Youtube, comprato nel 2006 dall’azienda di Mountain View. Ogni anno viene pubblicato un report, che poi viene messo in vendita e non è a buon mercato. Fortunatamente la Rete ha le sue risorse e proprio ieri il sito ReelSeo.com ha reso note alcune stats che possono sempre tornare utili, vuoi per chi lavora nel settore, vuoi per i curiosi che ancora non si sono resi conto di questo fenomeno social-mediatico. Abbiamo fatto dunque il punto della situazione su una delle piattaforme più gettonate di Internet: Youtube ha reso incredibili guadagni a Google, ma anche a chi ha saputo utilizzare al meglio questo potente mezzo. Ecco le statistiche più importanti e curiose di Youtube:
Statistiche Upload:
35 ore di riprese video vengono caricate sul sito ogni minuto.
Nel 2010 sono state caricate oltre 13 milioni di ore di riprese.
In 60 giorni vengono caricati più video su Youtube che in 60 anni di televisione dei maggiori network americani.
Ogni settimana, YouTube riceve l’equivalente di 115.000 lungometraggi in upload.
Demografia:Il 70% del traffico di YouTube proviene da fuori i confini americani.
YouTube è localizzato in 25 Paesi e tradotto in 43 lingue.
L’età media degli utenti è tra i 18 e i 54 anni.
Visualizzazioni e Contenuto:
Oltre 2 miliardi di video vengono visualizzati ogni giorno.
YouTube Mobile (smartphone) arriva oltre 100 milioni di viste al giorno.
Il 10% dei video è al momento in formato HD.
Ci sono 7.000 ore di film e serie televisivi disponibili.
Monetizzazione & Copyright:

2 miliardi di video visti alla settimana sono sponsorizzati
Centinaia di partner (sono 10 mila quelli ufficiali che gestiscono canali youtube personalizzati) fatturano cifre a 6 zeri ogni anno.
94 degli inserzionisti in Top 100 di AdAge hanno gestito campagne su Youtube.
Il numero di advertiser è decuplicato solo nel 2010.
Più di un terzo delle fatture dei partner youtube proviene dai copyritghts.

condenstao da pragmatico.it

Chiodo, il manifesto del gmmista che sogna una ruota bucata

Ascea Cilento Salerno, Pino il gommista, è suo il "manifesto del chiodo"

E' matematico, se il marinaio spera nella pescosa bonaccia, il gommista sogna chiodi; che c'è di nuovo? un gommista che ha scritto il suo pensiero a favore dei chiodi arrugginiti che gli procurano un bel pò di lavoro, copertone, auto o bicicletta, quando beccano un chiodo, il soldo lo incassa il gommista, per automobilisti e ciclisti solo una bella fetta di nervoso.Vende gomme nuove e spera che i chiodi facciano il loro lavoro, così l'estroso gommista ha fatto un manifesto appeso al muro della sua officina.
Da dove pubblicizza la sua affezione al chiodo arrugginito in agguato lungo le strade; se non sta al lavoro, il nostro gommista si dedica alla manutenzione di uno stabilimento balnerare; a chi gli fa notare dell'ironia intelligente del manifesto, lui ribatte, sono anche un mezzo scrittore di poesie, non vi stupite per così poco, il vostro gommista è un pozzo di sorprese. Proprio vero. Giovanni Farzati

lunedì 18 aprile 2011

Gruppo Ferrero a luto, morto Pietro Ferrero

Gruppo Ferrero, morto Pietro Ferrero, 48 anni, in Sudafrica

L'amministratore delegato del Gruppo Ferrero, Pietro Ferrero, 48 anni, è morto in Sudafrica. Secondo quanto si è appreso - ma le notizie sono ancora frammentarie - sarebbe morto in seguito a un malore che lo ha colto mentre era in bicicletta. Pietro Ferrero, figlio di Michele (fondatore dell'omonimo gruppo) e Maria Franca, nato nel 1963, era sposato con tre figli. Era amministratore delegato del gruppo insieme al fratello Giovanni.

TRAVOLTO DA UN'AUTO - "La Ferrero - ha scritto la società in una nota - conferma il decesso del dottor Pietro Ferrero, ceo del gruppo, a seguito di un incidente in Sud Africa dove si trovava in missione di lavoro. Al momento disponiamo di notizie frammentarie, le circostante esatte degli accadimenti non sono ancora note". Secondo le prime indiscrezioni, Pietro Ferrero sarebbe morto travolto da un'automobile mentre era in bicicletta. L'erede Nutella era un grande appassionato di ciclismo, e anche in Sudafrica, dove si trovava per una missione di lavoro, non rinunciava a qualche corsa. Poche ore prime del decesso, Ferrero aveva parlato al telefono con Ivan Gotti, ex ciclista e vincitore di due edizioni del Giro d'Italia.

CHI ERA - Pietro Ferrero era famoso per la riservatezza e per la riluttanza ad esporsi a livello mediatico, una caratteristica che appartiene alla sua intera famiglia. Era un grande appassionato di ciclismo e stava seguendo con ottimi risultati la scia del padre Michele alla guida del colosso dolciario di Alba, che conta 21.700 dipendenti sparsi in tutto il Mondo. Pietro Ferrero era ceo della Ferrero International, la società top holding del gruppo, insieme al fratello Giovanni dal 1997. Pietro Ferrero nasce a Torino nel 1963. Nel 1975 si trasferisce a Bruxelles con la famiglia, dove frequenta le scuole medie e superiori. Nel 1985 si laurea in biologia presso l’Università di Torino con 110 e lode. Inizia a lavorare in Ferrero nel 1985 presso lo stabilimento tedesco di Allendorf e poi, occupandosi di problemi tecnici e produzione, in quello di Alba. Nel 1992 viene investito della responsabilità della gestione operativa della Divisione Europa. Dal '97 è presidente della Ferrero, la società italiana del Gruppo e Chief Executive Officer della Ferrero International, la società lussemburghese top holding del Gruppo Ferrero. In quest’ultima carica guida, con il fratello Giovanni. Pietro Ferrero era membro del Consiglio di Amministrazione di Ras.
(condensato da libero.it)

Facebook sotto attacco di virus

Una gabbia per chiudere dentro i virus, sconvolgono internet, lo dice Michela che sta attaccata dalla mattina alla sera al computer, redattrice di una rivista on line di Roma, quando parla di virus informatici sembra che parli di orto, maglie, cucina.
I pirati informatici abbiano deciso di prendere d’assalto Facebook. "Non è passata nemmeno una settimana da quando vi ho parlato del virus che girava fra le chat del social network più famoso al mondo… ed eccomi di nuovo ad informarvi di un nuovo tentativo di scam che sta facendo molte vittime su Facebook", si legge sul blog roccopapaleo
In pratica si viene taggati in una foto che rappresenta una ragazza seminuda e, come descrizione della foto, vi è un testo del tipo:

“HORRIBLE!: young teen KILLED her self in front of cam – Watch video here”

Cliccando il link, si viene reindirizzati a diversi tipi di applicazioni che hanno il compito di rubare i dati di accesso agli utenti e di creare disordini nelle bacheche altrui. Per chi non sapesse cos’è un tentativo di scam, è l’utilizzo delle nuove tecnologie per cercare di truffare persone.
Ritornando alla nostra ragazza, quando trovate foto con una descrizione di quel tipo NON cliccate assolutamente il link e segnalate il tutto tramite il modulo segnala posto sotto ogni foto caricata su Facebook. L’amministrazione di Facebook ”dovrebbe” immediatamente eliminare la foto e bloccare l’account da cui è stata inserita.
Giovanni Farzati