domenica 1 maggio 2011

Napoli, chiude Comicon

Napoli, Comicon,Circa trentacinquemila visitatori in tre giornate


Cinquanta ospiti italiani e stranieri, centinaia di tavole originali in mostra a Castel Sant'Elmo e migliaia di sfide a colpi di joypad alla Mostra d'Oltremare. Si chiude con questi dati la XIII edizione di Comicon, il salone del fumetto che, a Napoli, si e' svolto in contemporanea al Gamecon, salone del gioco e del videogioco. Premiata anche la nuova stella del fumetto europeo, il 35enne Manuel Fior con il suo 'Cinquemila chilometri al secondo'. condensato da ansa Giovanni Farzati

Altamura, cimiterop in disordine

Altamura, per Aria fresca cimitero in pessimo stato

E meno male che si chiama Aria fresca l'associazione che denuncia il degrado del cimitero di Altamura, Bari.
"In che città viviamo se pure una tappa scontata e naturale per eccellenza come la morte diventa un’emergenza? Che amministrazione è quella che riesce a complicare anche da morti la vita dei propri cittadini?". Questi gli interrogativi che il Movimento civico Aria Fresca si pone denunciando le condizioni in cui verserebbe il cimitero di Altamura.

"Il luogo per eccellenza in cui dovrebbe regnare la serenità, il decoro, il rispetto del dolore e il ricordo composto dei propri cari - spiega il comunicato di Aria Fresca - è da tempo diventato tutt’altro" a causa, secondo il movimento civico, di una "gestione intollerabile" del cimitero che ha portato ad un generale stato di abbandono.

Per ovviare a questa situazione, Aria Fresca chiede all'amministrazione Stacca appalti trasparenti che "procedano rapidamente alla realizzazione di nuovi loculi, mettano a norma le attrezzature a servizio del vecchio cimitero prima che qualcuno si faccia male sul serio, allestiscano uno spazio per un saluto decoroso ai defunti. Basta un minimo di buona volontà - spiega Af - il rispetto dovuto a vivi e morti la impone. Il cimitero letteralmente scoppia - prosegue il comunicato - con una mancanza di loculi e spazi per l’inumazione che costringe i cittadini a penose peregrinazioni negli uffici comunali per reperire uno spazio in cui sistemare i propri cari. A ciò si aggiunge il maldestro tentativo dell’amministrazione comunale di tamponare il problema e liberare posti, obbligando all’estumulazione forzata dai loculi concessi 35 anni addietro e al successivo seppellimento in tombe a terra dei corpi che non hanno completato il processo di mineralizzazione. Ovviamente con costi a carico dei mortificati parenti che assistono anche a scene raccapriccianti".

Secondo la lista civica altamurana sarebbe "particolarmente penosa la totale assenza nel cimitero di una sala, un luogo, in cui sia possibile salutare i propri cari e ricevere il conforto di parenti e amici senza essere costretti a farlo in mezzo ai vialetti, esposti alle intemperie e senza alcuna possibilità di riservatezza e decoro. Uno spazio - spiega in conclusione AF - utilizzabile anche per esequie civili o per il commiato di defunti di credi religiosi diversi da quello cattolico, come avviene in moltissimi centri, anche ben più piccoli di Altamura. newsonline

Libia, guerra guerra

Raid notturno della Nato in Libia, forse rimasto ucciso Saif al-Arab, 29 anni, figlio di Gheddafi

Stamattina tutte le agenzie e i quotidiani battono la notizia che un raid notturno della Nato avrebbe ucciso Saif al-Arab, 29 anni, il figlio più giovane di Muammar Gheddafi. Con lui sarebbero morti anche tre giovani nipoti del rais, mentre proprio Gheddafi, presente anch’esso con la moglie nell’abitazione, sarebbero rimasti illesi. Il luogo dell’attacco sarebbe l’abitazione privata di Saif all’interno del complesso di Bab al-Aziziya a Tripoli.

Il portavoce del governo libico, Moussa Ibrahim, ha dichiarato: “È stata un’azione diretta ad uccidere il leader di questo Paese”.

Il primo ministro britannico David Cameron non ha commentato l’episodio, ma si è limitato a dichiarare che i raid non hanno come obiettivo “individui particolari”. Cameron ha aggiunto: “La linea seguita dalla Nato nella scelta degli obiettivi e’ in linea con la risoluzione 1973 dell’Onu e mira ad evitare l’uccisione di civili prendendo di mira la macchina da guerra di Gheddafi, il che significa ovviamente carri armati e pistole, lanciamissili, ma anche command and control”. Considerando il fatto che nessun “individuo particolare” viene usato come bersaglio, chi lo sa cosa avrà voluto intendere Cameron con “command and control”?

Di par suo il comandante operativo della missione Nato in Libia, il generale canadese Charles Bouchard, tramite un comunicato stampa ha dichiarato: “Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e sono strettamente collegati con i sistematici attacchi da parte del regime di Gheddafi nei confronti della popolazione libica e delle aree popolose. Noi non abbiamo come obiettivi singoli individui”.


David Cameron
Quello di stanotte non è stato il primo attacco da parte della Nato nei confronti di edifici in cui si suppone sia presente il rais libico. Sin dai primi giorni dell’operazione Odissey Dawn, furono presi di mira il palazzo-bunker di Gheddafi a Tripoli e la sua caserma ad Ajdabiya. Il 21 marzo il London Evening Standard scriveva che le Sas britanniche avevano fornito ad un sottomarino della Royal Navy classe Trafalgar le coordinate necessarie a lanciare un missile da mille libre sul bunker di Tripoli del rais.

La notizia della morte di Saif al-Arab non è stata confermata, ma neanche smentita dai vertici della Nato. Potrebbe dunque essere un’invenzione di Gheddafi. Per quanto ci riguarda, noi cittadini italiani ed europei possiamo stare moralmente tranquilli. L’incredibilmente sfacciato e ipocrita contrasto tra i fatti e le parole che trovano spazio sui giornali di oggi, non ci deve far tremare. Quella che potrebbe apparire come una totale assurdità, come ci hanno ampiamente rassicurato, è in linea con la risoluzione dell’Onu e, soprattutto, non si vuole uccidere nessuno in particolare. E se a dirlo sono il primo ministro britannico e il generale in capo alle operazione della Nato in Libia, bisogna proprio crederci. (condensato da diggita.it)

Napoli, scende dal furgone, investito, muore sul colpo

S.Antimo, Napoli, investito appena sceso da furgone, morto sul colpo

Una tragedia consumata in pochi secondi, è sceso dal suo mezzo, un veicolo Apecar molto probabilmente in avaria, ed e' stato travolto da un furgone in transito: e' morto cosi', stamattina, sulla SS 162, nel Napoletano, Angelo Pone, 51enne di Sant'Anastasia (Napoli).

Secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale, il venditore ambulante si stava recando al mercato quando all'altezza dello svincolo per S.Antimo, la sua Apecar ha avuto dei problemi. Si e' fermato sulla prima corsia, e' sceso dal veicolo ma e' stato travolto da un furgone che non e' riuscito ad evitarlo. (ANSA).

Laboratorio delle parole

Trovatemi il nome di chi è per il nucleare, mantenere il poeta Bondi al ministero della cultura, contro l’acqua pubblica, e via a scendere per arrivare nel Cilento, per “valorizzare” Trentova ad Agropoli contro l’imbalsamazione degli ambientalisti e dei sostenitori dei bei ed arcadici tempi andati, ed ha messo carte bollate e scienza giuridica non a favore ma contro l’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate con con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il ministero dell’Ambiente, il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ente gestore, e il comune di Castellabate. “Sono stato sollecitato da diverse associazioni di categoria— spiega il suo presidente nazionale — dai pescatori, dai diportisti, da semplici cittadini, ma anche da amministratori locali che mi hanno chiesto di intervenire”. Pensate che basti? No, questo gruppo è anche a favore della caccia. Federica Ricci, Responsabile Nazionale Giovani, ha dichiarato: “per troppi anni le leggi proibizioniste hanno limitato le tradizioni dell’arte venatoria. Non possiamo permettere che le future generazioni si privino della tradizione della cultura rurale italiana”. “E’ necessario – ha aggiunto Ricci - rilanciare una seria politica ambientale, a partire da un rafforzamento delle norme a tutela degli animali selvatici e della biodiversità e questo lo si potrà fare solo attraverso l’ottimismo della ragione ed il realismo del fare. La caccia contribuisce a garantire e a tutelare le biodiversità. Pensiamo alle specie in eccesso che in alcune aree proprio per aver detto spesso no alla caccia, hanno creato non pochi danni sia all’ambiente che all’agricoltura”. Ancora non basta? Eccoli in campo in difesa di Sandro Bondi, il dimissionario ministro della cultura: “Auspico che Sandro Bondi non si dimetta e porti a termine il buon lavoro, che tra mille difficoltà, ha svolto nel corso degli ultimi 3 anni”.
Ora è il momento di mettere le carte in tavola e di finirla con la convenzione non scritta che su questa storia va osservato il doveroso silenzio. L’associazione della quale abbiamo riportato le posizioni si definisce ecologista. Si chiama “Fare Ambiente”, con sottotitolo “Movimento Ecologista Europeo”. Difesa dell’acqua pubblica? “Acqua sempre pubblica: reti idrica tra sprechi e inefficienze”. Questione sepolta. I referendum sul tema? Sono demagogici. Nucleare? “Sono contentissimo che Umberto Veronesi condivida pienamente le nostre posizioni e le nostre battaglie culturali”. Lo dichiara Vincenzo Pepe. E siamo così al nome del conductor di questo gruppo. E’ un personaggio noto da tempo, soprattutto dall’estate del 1988, quando da assessore al turismo socialdemocratico decise di far diventare Agropoli… capitale italiana della trasgressione. Le belle turiste, questo era il suo progetto, dovevano girare a seno scoperto lungo il corso cittadino. I giornali dell’epoca lo presero sul serio. Pepe ebbe paginate su paginate. Giulio Cantarelli, un militante repubblicano che amministrava Agropoli quando l’assessore Pepe non era ancora nato però ebbe da dire: «Se uno dice una cosa dev’essere in grado di farla. Ha promesso meraviglie, pieno di boria, ma non s’è visto niente, e allora io sono contrario». Contro fu anche il sindaco socialista Paolo Caputo, non irretito dai seni in libertà: «Pepe doveva trovare sistemi più decorosi per attirare l’attenzione della gente», dice Caputo. Quell’estate Pepe aveva solo 28 anni, avvocato di belle speranze, ed era sposato da soli due mesi. Ventitrè anni dopo è docente di Diritto costituzionale comparato presso la II^ Università degli Studi di Napoli, nonché presidente della Fondazione Giambattista Vico. “ Con la sua attività – leggiamo dalla motivazione con la quale il comune di Perdifumo gli ha dato la cittadinanza onoraria – ha promosso a livello nazionale ed internazionale non solo il pensiero filosofico di Giambattista Vico ma ha magnificato l’identità culturale del territorio di Perdifumo, del Cilento, del Mezzogiorno d’Europa”. Dichiara su tutto lo scibile, Pepe, ma non ho trovato sue censure verso lo stile di un presidente locale di Fare Ambiente che, all’inaugurazione della “sezione” di una cittadina del sud Italia, avvenuta non molti mesi fa all’interno del circolo cacciatori della stessa città, si è presentato con una cintura di pitone. “Può esistere – dice – anche un ambientalismo alternativo lontano dalle politiche dei ciechi e spesso incoerenti No”. Caspiterina, se può. Ma inquieta se pronuncia tutta pure tutta questa caterva di sì. E tutti sulla “mission” di chi dice di essere ecologista. Interessante sarebbe leggere “i risultati raggiunti con la redazione del rapporto sulle frodi alimentari ed agroalimentari redatto dal Movimento nel 2010”. Una chiave di lettura nel frattempo la fornisce la sponsorizzazione della mostra personale del Maestro Ugo Nespolo “PARTENOPE L’ANGELO DEL CONTRASTO”, si presenta Pepe. Corsi e ricorsi storici questo tema dei contrasti. Come quel convegno sul “Nucleare. Energia pulita, economica e sicura” e la partecipazione dei comitati per il sì al nucleare promossi da quel Chicco Testa, il fondatore di Legambiente, una di quelle personalità dell’inutile e pernicioso ambientalismo radical chic che “Fare ambiente” dice di voler combattere. Poi è arrivato il terremoto del Giappone e qualche esplosione. Quisquilie ci dirà Pepe. La verità è che al fantasioso e capace costituzionalista di Agropoli stava riuscendo il colpo di far diventare Fare Ambiente, quello che già è un associazione di partito camuffata da ambientalista che, dopo aver definito “sfaccendati” coloro che si oppongono all’energia nucleare, ora torna con i comitati anti radical chic. Accompagnandosi al più radical chic di essi: Chicco Testa, oggi consigliere di amministrazione della Banca Rothschild. A proposito di veri poteri forti.
Oreste Mottola

Roma, Giovanni Paolo Beato

Roma, Benedetto XVI ha proclamato beato Giovanni Paolo II.


"Noi - ha detto legegndo la formula tradizionale - accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Agostino Cardinale Vallini, Nostro Vicario Generale per la Diocesi di Roma, di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra Autorita Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II, papa, d'ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 22 ottobre. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" WOJTYLA: SI RIEMPIE DI NUOVO ANCHE IL CIRCO MASSIMO Si va riempiendo di nuovo, come ieri notte, anche il Circo Massimo, soluzione di ripiego scelta da decine di migliaia di fedeli che non sono fisicamente riusciti ad accedere a Piazza San Pietro per assistere alla beatificazione di Giovanni Paolo II. La Piazza e via della Conciliazione sono infatti del tutto sature, e da almeno due ore fiumane di pellegrini, "respinti" ai varchi dalla massa umana davanti a loro, si riversano nelle chiese dove proiettano la cerimonia, ma soprattutto al Circo Massimo, area spaziosa e dotata di grandi maxischermi che trasmettono in diretta l'intero rito WOJTYLA: SUOR TOBIANA E SUOR MARIE SIMON PIERRE PORTANO RELIQUIE Suor Tobiana, la religiosa dell'istituto di Maria Bambina che ha assistito Papa Wojtyla fino all'ultimo giorno, e suor Marie Simon Pierre, che un miracolo attribuito a Wojtyla ha guarito dal parkinson, sono salite sul sagrato portando i due reliquiari che contengono le provette ospedaliere con il sangue che fu tolto al Papa per le prove di compatibilita' necessarie a eventuali trasfusioni WOJTYLA: SCOPERTO L'ARAZZO SULLA BASILICA DI SAN PIETRO Appena il Papa ha concluso la formula di beatificazione, e' stato svelato l'arazzo appeso alla loggia centrale della Basilica di San Pietro. L'immagine e' ricavata da una bellissima foto del 1995 che riprende Giovanni Paolo II sorridente.
WOJTYLA: TANTE SCENE DI PIANTO ALLA PROCLAMAZIONE DEL BEATO = Una commozione incontenibile quella che ha percorso Piazza San Pietro alla proclamazione del "Beato Giovanni Paolo II, Papa".
In molti, soprattutto giovani e ragazze, sono scoppiati a piangere. Prima di lasciarsi andare ad un applauso liberatorio per un momento atteso da sei anni WOJTYLA: LA FOLLA ACCLAMA, "SANTO SUBITO" Tra gli applausi scroscianti, durati diversi minuti, per la beatificazione di Papa Wojtyla, si e' alzato tra i fedeli a piazza San Pietro un coro: "Santo subito". E' lo stesso slogan espresso, a voce e con numerosi cartelli, dai fedeli accorsi nella stessa piazza nell'aprile del 2005, quando Giovanni Paolo II mori'. Dopo 6 anni il primo, fondamentale passo, la beatificazione, in tempi record (e' il primo pontefice dopo oltre un millennio a venire beatificato direttamente dal suo successore). Ora, il milione di fedeli giunti da tutto il mondo spera solo di potere, in pochissimi anni, tornare a Roma per un'altra cerimonia indimenticabile WOJTYLA: VATICANO CONFERMA, OLTRE UN MILIONE DI FEDELI Sono oltre un milione i fedeli confluiti nella zona di San Pietro e nelle altre piazze della citta' collegate con i maxi schermi per assistere alla beatificazione di Giovanni Paolo II.
Lo conferma la Sala Stampa della Santa Sede, che cita quanto gia' trapelato dalla Questura di Roma. Agi

Brindisi,Oria, appiedato dal prefetto candidato sindaco lista Pilu, uno contro l'altro

Oria, Brindisi, candidato sindaco lista Pilu appiedato dal Prefetto

Sciopero della fame e riserva di ritirare la candidatura contro la commissaria prefettizia. È quanto annuncia il candidato sindaco Franco Arpa della lista «Pilu» che ha scritto al prefetto per sottolineare quella che - a suo giudizio - è una decisione quanto meno discutibile e che lo danneggia.

«Nella giornata di ieri - scrive Arpa nella lettera al prefetto - il Commissario Maria Rita Iacuculli mi vietava di fatto di utilizzare la mia autovettura per svolgere propaganda elettorale figurativa mobile, così come previsto dalla normativa vigente. Negli ultimi mesi sono stato costretto a subire e tollerare di tutto (attacchi di natura anche intimidatoria da anonimi; diffamazioni a mezzo internet, manifesti elettorali imbrattati, pressioni varie».

«Oggi però non sono disposto a tollerare che lo Stato - aggiunge - attraverso un Commissario Straordinario, non avverta la sensibilità di tutelare le minoranze, le forze più deboli anche economicamente. Ad un "poveraccio" come me che intende installare due pannelli di compensato sul portapacchi della propria autovettura lo Stato (attraverso un suo rappresentante) invece risponde: “In merito all'utilizzo del veicolo personale, appositamente predisposto "con struttura leggera in legno, a forma di piramide, avente misure.... sulla quale apporre manifesti elettorali", si ritiene che detta struttura, unitamente al veicolo, debbano essere appositamente collaudate per tale uso dall'Ispettorato della MCT competente.]

Per il rispetto che sono obbligato e abituato a portare alle Istituzioni mi astengo dal commentare il contenuto della missiva a cui faccio riferimento”. Il comportamento del Commissario Straordinario desta anche perplessità di diversa natura, legate alla par condicio, se a ciò si aggiunge che il Comune di Oria: non ha fino ad oggi reso noto (come previsto dalla normativa vigente) in quale predisposto locale, di proprietà comunale, le forze politiche possono tenere conferenze e dibattiti nel periodo della campagna elettorale, agevolando di fatto coloro che possono permettersi di fittare un teatro od altro spendendo fior di quattrini; metterà a disposizione nei prossimi giorni un palchetto, per comizi in Piazza Lorch anzichè, come usanza consolidata, nella centralissima e più frequentata Piazza Manfredi, agevolando così di fatto le forze politiche che possono permettersi l'installazione a proprie spese di palchi in quest'ultima piazza, e quindi fruire della possibilità di essere seguiti dal maggior numero possibile di cittadini-elettori; nel pomeriggio del giorno 26, attraverso un Vigile Urbano ha fatto telefonare allo scrivente per invitarlo a rimuovere un manifesto elettorale (l'unico,fra l'altro già rimosso di propria iniziativa quattro ore prima) dalla porta d'ingresso del proprio comitato elettorale». letto sulla Gazzetta del Mezzogiorno